venerdì, Maggio 24, 2019
LA VOCE DEL MASTERSALUTE

Cerchi qualcosa? Fai come Google

LA VOCE DEL MASTER - Per capire come sta evolvendo un cancro in un organismo è utile tenere d’occhio alcune proteine prodotte dalle cellule tumorali. Ma come trovarle tra le tante? L’idea che è venuta in mente ad alcuni ricercatori della University of Technology di Dresda, guidati da Cristof Winter, è di imitare Google. Prendendo come modello l’algoritmo di Google Pagerank, gli scienziati ne hanno creato un altro, che hanno chiamato NetRank. Dai risultati del loro studio, pubblicati su PLoS Computational Biology, sembra che Netrank sia il più accurato dei sistemi di selezione finora adottati. La rete di relazioni che si stabilisce a livello dei geni fra le proteine e le cellule che le producono somiglia a quella dei collegamenti ipertestuali fra le pagine web. Quando si fa una ricerca su Google, Pagerank classifica le pagine più rilevanti rispetto alle parole chiave inserite, tenendo conto del contenuto di una pagina e di come questa sia collegata alle altre. In modo analogo, per trovare le proteine che permettono di monitorare meglio lo sviluppo del tumore, NetRank utilizza le informazioni biologiche dovute all’interazione fra cellule e relative proteine.
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Una sola Terra non ci basta

[Crediti immagine: DonkeyHotey / flickr] LA VOCE DEL MASTER - La nostra crescente domanda di risorse minaccia il futuro del pianeta secondo il Living Planet Report 2012, pubblicato dal WWF in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network. L’indagine, condotta ogni due anni, ha restituito un quadro molto preoccupante sullo stato di salute della Terra. "Viviamo come se avessimo un ulteriore pianeta a nostra disposizione, sfruttando il 50 per cento in più delle risorse che la Terra può produrre e sostenere — ha dichiarato Jim Leape, direttore generale del WWF Internazional — e se continuiamo con questi ritmi, entro il 2030 anche due pianeti non saranno sufficienti”
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La nanotecnologia fa i compiti di matematica

LA VOCE DEL MASTER - In genere è la matematica che aiuta a risolvere questioni in altri ambiti, stavolta è il contrario. Un gruppo di ricercatori in nanotecnologia dell’Università del Michigan e dell’Università del Connecticut ha introdotto una variante di un antico e famoso problema di matematica e hanno trovato anche una soluzione riportata nella rivista Physical Review Letters. La questione potrebbe essere posta in questo modo. Immaginiamo di voler coprire una finestra con un certo numero di dischi di diverso raggio, sovrapponendoli in modo da non far passare più luce. Qual è il modo migliore? O più in generale, qual è il modo migliore per riempire una zona delimitata con un numero N di cerchi di varia dimensione (o sfere in 3D)? Questo è il nuovo problema di ottimizzazione presentato dagli studiosi, che diversamente dal tradizionale problema di imballaggio permette che i dischi si sovrappongano. Inoltre si differenzia anche da un altro problema simile, quello di copertura, perché i dischi non possono uscire dai confini della figura
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Per evitare un milione di errori

LA VOCE DEL MASTER - Ogni volta che una cellula si divide deve fare una copia identica del DNA. Durante la duplicazione possono verificarsi diversi errori, fra i più comuni c’è l’inserimento di nucleotidi di RNA nel codice genetico. Nei mammiferi un particolare enzima, l’enzima RNasi H2, sorveglia l’intero processo e interviene a correggere questo errore. È il risultato di uno studio pubblicato su Cell e condotto da un gruppo di scienziati guidati da Andrew Jackson dell’Institute of Genetics & Molecular Medicin presso l’Università di Edimburgo. Gli elementi che costituiscono...
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Delfini: morti misteriose nel Golfo del Messico

LA VOCE DEL MASTER - La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha riferito che 714 delfini e altri cetacei sono stati trovati arenati sulla costa che va dal confine fra la Louisiana e il Texas fino al Franklin County in Florida, nel periodo che va da febbraio 2010 al 1 aprile 2012. Di questi mammiferi solo il 5 percento era ancora vivo. Si tratta di una mortalità senza precedenti, normalmente infatti i delfini che vengono ritrovati sulle rive settentrionali del Golfo del Messico sono in media 74 ogni anno. I biologi della NOAA ritengono che siano morti effettivamente più di 714 cetacei, considerando anche quelli che si sarebbero decomposti o che sarebbero stati mangiati da altri animali prima di raggiungere la costa