venerdì, Aprile 3, 2020
Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
CRONACA

Scambiati in culla? No, in teca

Quel che si dice un vero e proprio scambio di idee. Secondo la recente scoperta di Renate Schweizer, neuroscienziata del Max Planck Insitute, i cervelli del matematico Carl Friedrich Gauss e del fisico di Gottinga Conrad Heinrich Fuchs, entrambi morti nel 1855 il primo a febbraio e l’altro a dicembre, sarebbero in realtà stati scambiati nelle teche probabilmente già poco tempo dopo la loro morte.
CRONACA

Basta un poco di zucchero…

Anche le piante misurano il tempo, ma a differenza dei nostri sofisticati orologi a pila, a loro basta – come direbbe Mary Poppins – solo “un poco di zucchero”. Studiando come alcuni esemplari di Arabidopsis thaliana, quella che noi comunemente chiamiamo “Arabetta comune“, regolano la loro attività biologica nel corso di una giornata, un team di scienziati dell’Università di Cambridge ha recentemente scoperto che l’abilità innata di queste piante a programmare e regolare il tempo è dovuta al loro stesso metabolismo.
CRONACA

Separati alla nascita? Da almeno un milione di anni

La caccia all’antenato comune che collega l'uomo di Neanderthal con gli esseri umani moderni è lungi dall’essere chiusa. Studiando i profili dentali fossili di alcuni ominidi, uno studio pubblicato su PNAS da un team internazionale di studiosi americani, austriaci e spagnoli, ha rilevato che nessuno dei profili dentali degli ominidi noti si adatta al profilo atteso di un antenato comune dell’ uomo di Neanderthal e dell’uomo moderno .
CULTURALIBRI

LIBRI – Fisica quantistica per poeti

“Vedere un mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvatico, tenere l'infinito nel palmo della mano e l'eternità in un'ora.” Possono questi versi scritti da William Blake più di due secoli fa racchiudere in sé una rappresentazione della fisica moderna? E ha senso in genere ritenere impensabile un dialogo tra questi due linguaggi, quello matematico e quello lirico?
ricerca

PLaNCK!: nasce il primo giornale di scienza per le scuole

CRONACA - In un momento in cui i giornali di scienza sono sempre più in difficoltà, fa piacere osservare la nascita di piccole iniziative che cercano di aprirsi un varco e costruirsi un proprio mercato attraverso strategie editoriali nuove. Una di queste formule innovative, che ha cominciato a prendere forma nelle aule universitarie dell’Ateneo Patavino, si chiama PLaNCK! un magazine di scienza di cadenza quadrimestrale pensato per gli alunni della scuola primaria, la prima rivista di scienza bilingue italiano-inglese, la cui prima uscita è prevista per gennaio 2014. Ma conosciamo meglio questa iniziativa dalle parole di due delle fondatrici: Marta Carli e Agnese Sonato, rispettivamente classe 1985 e 1986 ed entrambe scienziate dei materiali.
ricerca

Oggi si festeggia l'”incantatrice dei numeri”

“Incantatrice dei numeri, dimentichi questo mondo e tutti i suoi guai e se è possibile, con tutti i suoi numerosissimi ciarlatani perché ogni cosa ha una breve durata”. Così il celebre matematico Charles Babbage scriveva ad Ada Lovelace (1815-1852), nata Augusta Ada Byron, di cui oggi si ricorda l’enorme contributo scientifico nel campo della matematica.
CRONACA

Respiro antico

Forse l’ossigeno che respiriamo è molto più antico di quanto crediamo. Secondo un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature da parte di un team dell’ Università di Copenhagen e della British Columbia, le prime tracce di ossigeno nella nostra atmosfera sono apparse circa 700 milioni di anni prima rispetto a quanto si pensasse.
CRONACASPECIALI

Perchè non “Bosone di Englert”?

“Per la scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione dell'origine della massa di particelle subatomiche” si legge nelle motivazioni dell’Accademia Reale Svedese delle Scienze, che ha conferito il Premio Nobel per la Fisica 2013 a François Englert insieme a Peter Higgs.
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