martedì, Aprile 20, 2021
Giulia Annovi

Giulia Annovi

Mi occupo di scienza e innovazione, con un occhio speciale ai dati, al mondo della ricerca e all'uso dei social media in ambito accademico e sanitario. Sono interessata alla salute, all'ambiente e, nel mondo microscopico, alle proteine.
LA VOCE DEL MASTER

Le specie “ponte” e la biodiversità

LA VOCE DEL MASTER - “Culla e museo della diversità”. Questa è la più poetica definizione di quel tratto di mare che si estende nella zona tropicale e che sarebbe all'origine della biodiversità sulla Terra. La diversità delle specie viventi è frutto di un processo di origine, estinzione e migrazione, ma il meccanismo che la governa è ancora scarsamente spiegato. Secondo una ricerca condotta dal gruppo dell'Università di Chicago, la diversificazione delle specie partirebbe ai confini delle zone tropicali, guidata dalle specie definite “ponte”. Queste ultime acquisiscono nuovi caratteri e si adattano, in seguito alla migrazione dalla zona tropicale verso aree più fredde. La ricerca, pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, mostra che il 95 % dei generi che sono presenti sia nella zona tropicale che in quella extra-tropicale ha almeno una specie-ponte in comune. A sostegno di ciò, vi è anche la dimostrazione che le attuali specie-ponte discendono da specie tropicali fossili
LA VOCE DEL MASTER

Aspirina e degenerazione maculare nell’anziano

Nel 1991 Klein pubblicò per primo un articolo che indicava l'uso regolare dell'aspirina come un nuovo fattore di rischio per la degenerazione maculare senile (AMD, Age-related Macular Degeneration), una patologia considerata la prima causa di perdita della vista in Occidente (il 41% dei non vedenti secondo l’OMS).
LA VOCE DEL MASTERPODCAST

RE POST – Kyoto non deve morire

ASCOLTA IL PODCAST! LA VOCE DEL MASTER – Inizia Re post, il podcast del Master in Giornalismo Scientifico Digitale della Sissa di Trieste. Seguiteci ogni due settimane sulle pagine di Oggiscienza. Che ne è stato del protocollo di Kyoto? La scadenza prevista per questo accordo era Dicembre 2012. Ma nel frattempo è stato prolungato senza variazioni fino al 2020 con l'accordo di Doha, per rispondere alle esigenze della crisi climatica. Ma cos’è successo esattamente a Doha? Lo abbiamo chiesto a Federico Antognazza, vice presidente di Italian Climate Network, che era...
LA VOCE DEL MASTER

Da stelle mancate a pianeti vagabondi

LA VOCE DEL MASTER - La Via Lattea potrebbe ospitare un numero rilevante di pianeti a lungo confusi con stelle “mancate”. È quanto emerso dalle osservazioni del Canada-France-Hawaii Telescope (CFHT) e in seguito confermate dall'osservatorio dell'Europa meridionale Very Large Telescope (VLT). La ricerca, pubblicata nel 2012 sulla rivista Astronomy and Astrophysics, ha coinvolto ricercatori canadesi e francesi e potrebbe risolvere una controversia astronomica.
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