martedì, Giugno 18, 2019
COSTUME E SOCIETÀ

Bestie e petardi

ANIMALI - Si avvicina il Capodanno, e oltre a pensare ai buoni propositi puntualmente disattesi, prepararsi per l’abbuffata, e cercare nei cassetti le mutande rosse d’ordinanza, c’è chi fa scorta degli immancabili petardi. Non a Torino (per i petardi, almeno), perché, come si legge dall’ordinanza: L'attivazione di petardi, botti, fuochi d'artificio e simili può configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali. Ma al di là del provvedimento destinato a far discutere, come mai agli animali dà così fastidio il rumore dei botti di San Silvestro? “I nostri...
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Se il grafene incontra l’idrogeno

NANOTECNOLOGIE - Vi ricordate dell’idrogeno? Fino a qualche tempo fa era un argomento che riempiva le pagine dei giornali, e sembrava rappresentare la promessa per una terza rivoluzione industriale. Le potenzialità rimangono, ma i limiti tecnici per renderlo efficiente come vettore energetico pulito sono ancora notevoli, primo fra tutti lo stoccaggio. Valentina Tozzini e Vittorio Pellegrini (rispettivamente del laboratorio Nest dell'Istituto Nanoscienze del Cnr e della Scuola Normale Superiore di Pisa) propongono però una soluzione: dei fogli di grafene stropicciati. Stando alla loro ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Physical...
AMBIENTE

Sostenitori del sostenibile

AMBIENTE - Capita a volte che il dibattito nasca in modo inatteso. È il caso del recente articolo intitolato “Beato te, contadino”, nel quale si descrive un’iniziativa inglese che mira a stimolare l’interesse del pubblico nei confronti dell’agricoltura locale e stagionale. Anche se né l’articolo né i promotori dell’iniziativa indicano questi due fattori come unici elementi a favore di una produzione eco-compatibile, alcuni lettori hanno messo in discussione la loro efficacia. Perché mai privilegiare dei prodotti stagionali e dalla filiera corta? È un dubbio legittimo, e così ci siamo rivolti a degli esperti. Lo abbiamo chiesto a Stefano Benedettelli, del Dipartimento delle Scienze delle Produzioni Vegetali del Suolo e dell'Ambiente Agroforestale dell’Università di Firenze, che precisa: “Non è criticabile il concetto della filiera corta a km 0, bisogna solo che ci sia un più efficiente sistema di trasporti e commercializzazione (consorzi di agricoltori che ritirano il prodotto, lo analizzano, lo controllano e poi lo distribuiscono). Inoltre disporre di produzioni ottenute in zona, permette di avere merce fresca e raccolta al momento della maturazione, non prima, fornendo un alimento più ricco di vitamine e qualitativamente migliore”.
AMBIENTE

Il carbone di Facebook

AMBIENTE - Ci sono voluti venti mesi di mobilitazioni e negoziati, ma alla fine Greenpeace ha convinto il gigante dei social network: Facebook diventerà “verde”. Sì, perché anche se il social network appare come qualcosa di intangibile (come il web in genere, del resto), il fabbisogno energetico che necessitano le macchine per farlo funzionare è estremamente concreto. Come per qualsiasi altra produzione d’energia, si possono scegliere diversi gradi di inquinamento ambientale; Facebook all’inizio del 2010 aveva deciso di costruire un nuovo mega data-centre utilizzando nientemeno che centrali a carbone. La cosa non è sfuggita a Greenpeace, che lo scorso febbraio ha lanciato una massiccia campagna per spingere la creatura di Zuckerberg a cambiare idea.
AMBIENTE

Beato te, contadino

GRICOLTURA - Se bazzicate su Facebook da almeno un anno appartenete a due categorie: quelli che con compulsività hanno tempestato gli amici richiedendo di diventare vicino di stalla o quelli che hanno mandato a quel paese gli amici ossessionati da Farmville. Ora (almeno per gli utenti inglesi) c’è un’alternativa reale al celeberrimo browser game, con tanto di letame, vacche, ortaggi e soldi veri. Si chiama MyFarm, ed è un grande esperimento per trasferire le logiche sociali del web alla produzione agricola vera e propria. Il luogo fisico è la fattoria di Wimpole Estate, nel Cambridgeshire, ma a gestirla sono circa diecimila utenti da casa, senza il rischio di sporcarsi le mani o annusare spiacevoli odori (non sia mai!). Le scelte, però, sono concrete e determinanti per il mantenimento degli standard di sostenibilità che l’azienda agricola si propone: dalla crescita del grano al nutrimento degli animali, passando per gli investimenti nei macchinari.
COSTUME E SOCIETÀ

La prova scientifica che lo sbadiglio è contagioso

COSTUME E SOCIETÀ - Immaginate di dover passare un anno ad analizzare quattrocento coppie di fidanzati, conoscenti, amici, colleghi, parenti, insomma con qualche legame, mentre… sbadigliano. Roba da distorsione mandibolare, ma è proprio quello che hanno fatto due ricercatori italiani, Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (rispettivamente dell’Università di Pisa e dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr di Roma), pubblicando lo studio su PlosONE. L’obiettivo è stato quello di fornire la prima evidenza etologica di un fatto sperimentato da tutti: che lo sbadiglio è contagioso, soprattutto se c’è un legame empatico con lo “sbadigliante”. I due hanno esaminato oltre un centinaio di adulti di varia nazionalità nei contesti più disparati: durante i pasti, sul treno, al lavoro, etc., tra l’Italia e il Madagascar.
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Una striscia di gesso

FUTURO - Forse per i comuni mortali non è così eccitante e non cambierà di una virgola la giornata, ma per Steve Squyres della Cornell University “è una notizia che fa balzare i geologi dalla sedia”. Opportunity, il rover della NASA, ha infatti trovato delle vene di un minerale che apparentemente sembra gesso. “Rappresenta la prova schiacciante che l’acqua è filtrata attraverso fratture sotterranee nella roccia”, ha dichiarato Squyres, il principale ricercatore del progetto Opportunity. “Questa roba è un deposito chimico piuttosto puro, formatosi esattamente dove lo vediamo”, aggiunge. È...
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Se il bio-pesce tanto bio non è

“How Green is Your Eco-label?”, ovvero, “quanto è verde la tua eco-etichetta”? Non è la domanda di un discografico padano, ma il titolo di uno studio appena realizzato dalla University of Victoria e sostenuto dal Pew Environment Group. L’università canadese ha paragonato i prodotti ittici industriali che beneficiano del bollino “verde” con quelli presenti sul mercato senza eco-etichetta. A livello internazionale questo tipo di riconoscimento dovrebbe identificare il pesce d’allevamento con un ridotto impatto ambientale. Già, “dovrebbe”, perché i risultati della ricerca non sono affatto confortanti. La conclusione riassuntiva è...
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Quanti punti ho fatto oggi?

FUTURO - Che ne dite di trasformare la vostra vita in una sorta di videogioco? Non uno sparatutto, o un picchiaduro, per carità! Piuttosto qualcosa di simile a Super Mario, dove per ogni vostra azione, magari collegata a un movimento, ottenete un punteggio. Bene, tutto questo esiste, si chiama GreenGoose e potrebbe essere la moda tecno-ludica dei prossimi anni.
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Web, copyright, libertà e manette

“Se la conoscenza deve essere aperta a tutti, perché mai limitarne l’accesso?”. Ecco, questo è il fulcro del dibattito di questi giorni riguardante i provvedimenti dell'AgCom, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nei confronti del World Wide Web, ciò che state usando in questo momento.
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