venerdì, Agosto 23, 2019
Stefano Dalla Casa

Stefano Dalla Casa

Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac
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Come garantire la sicurezza energetica in Europa?

L'Europa comprende alcuni degli stati più virtuosi per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse rinnovabili e l'attenzione all'efficienza energetica, ma nonostante questo per soddisfare il suo fabbisogno deve ancora importare, sotto varie forme, enormi quantità di energia dagli altri paesi. Qualche numero: importiamo il 66% del gas naturale, l'88% di petrolio, il 42% dei combustibili solidi (diversi tipi di carbone) e il 95% dell'uranio, pari al 53% dell'energia consumata. Niente di grave in linea di principio: l'energia si può commerciare come qualsiasi altra risorsa. Il problema sorge invece quando si mettono troppe uova in un solo paniere, ovvero quando troppi stati consumatori dipendono da uno solo o pochi stati fornitori, magari non troppo stabili dal punto di vista geopolitico. In questo caso si crea un rapporto di dipendenza che in alcune circostanze mette a dura prova le economie.
AMBIENTE

La teoria dei giochi contro il cambio climatico

La scienza ha stabilito da tempo oltre ogni ragionevole dubbio che i cambiamenti climatici sono reali, sono causati dall'uomo, e costituiscono una seria minaccia per l'immediato futuro, eppure gli ultimi tentativi di accordarsi a livello internazionale per limitare l'immissione di gas serra in atmosfera sono stati fallimentari. Per capire perché questo accade la climatologia deve cedere il passo ad altre discipline, e in particolare alla teoria dei giochi.
AMBIENTE

Tirreno Power a Vado Ligure: cosa dice l’ordinanza

Queste le parole del GIP Fiorenza Giorgi che si leggono nelle ultime pagine dell'ordinanza con la quale, un paio di settimane fa, ha disposto il sequestro preventivo dei gruppi VL3 e VL4 alimentati a carbone della centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure, ipotizzando il delitto di "disastro ambientale".
AMBIENTECOSTUME E SOCIETÀ

Cambiamenti climatici e sport

Oltre 100 atleti delle olimpiadi invernali hanno recentemente firmato una petizione per chiedere ai governi di impegnarsi per contrastare il cambiamento climatico. Ma davvero persino il mondo dello sport è minacciato da questo mutamento di scala planetaria? In una parola sì, e le olimpiadi invernali sono solo la proverbiale punta dell'iceberg.
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Boicottare Science, Nature e Cell?

Un mese fa hanno fatto scalpore le dichiarazioni del neo-premio Nobel per la medicina Randy W. Schekman sulle riviste scientifiche attualmente leader del settore, cioè Nature, Science e Cell. Secondo Schekman queste infatti danneggiano la scienza perché, nonostante l'impact factor di un giornale sia inadeguato a definire la qualità dei singoli lavori di ricerca, una pubblicazione nei top journals rimane un riconoscimento influente. Da parte loro, inoltre, i grandi editori seguono logiche squisitamente commerciali, privilegiando i lavori più "accattivanti" e non necessariamente i più meritevoli, come dimostrerebbe la grande quantità di studi ritrattati (per non parlare di quelli che non sono ancora stati ritrattati ma che lo meriterebbero, come il famoso studio sui batteri all'arsenico pubblicato su Science).
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Vedere senza luce

Nel buio più totale è impossibile vedere, a meno che non si tratti della vostra mano in movimento. Questa l'affascinante scoperta dei ricercatori alla Rochester University, recentemente pubblicata sulla rivista Psychological Science.
ECONOMIA

11 centimetri in più

Da un secolo all'altro gli europei hanno guadagnato 11 centimetri in altezza, parola di Timothy J. Hatton professore di economia alla Australian National University e all' University of Essex. Usando dati raccolti dalla metà del 1800 al 1980 emerge che in 15 nazioni europee l'altezza media di un uomo adulto è notevolmente aumentata.
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