giovedì, Aprile 2, 2020

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Un nuovo metodo di diagnosi per l’autismo?

"È possibile distinguere il cervello autistico da quello che non lo è semplicemente osservando i pattern di attività neurale? Sì, è possibile": Roberto Fernandez Galan della Cave Western Reserve University è sicuro che il metodo diagnostico da lui sviluppato con altri colleghi dell'Università di Toronto (pubblicato sulla rivista PLoS One) servirà a migliorare le diagnosi di autismo, che per ora si basano in gran parte sull'osservazione del comportamento dei bambini.

Una mano (robotica) all’autismo

LA VOCE DEL MASTER - “Un robot non può recare danno agli esseri Umani […]” diceva la Prima legge della Robotica di Isaac Asimov. Non solo non può recare danno, ma può addirittura aiutare. Per esempio i robot potrebbero anche supportare i bambini con autismo nello sviluppare le loro capacità sociali. Un team di ingegneri meccanici ed esperti di autismo della Vanderbilt University, negli Stati Uniti, lo ha dimostrato. Lo studio è stato pubblicato nel numero di marzo di IEEE Transactions on Neural Systems and Rehabilitation Engineering. A partire dai nove mesi normalmente un bambino comincia a sviluppare quello che gli scienziati definiscono come “attenzione condivisa”, un comportamento che consiste nel cercare di catturare e portare l’attenzione dell’altro, a partire dalla mamma, su un oggetto o una situazione, per condividere un fulcro di interesse. I bambini con autismo, però, faticano a sviluppare questa abilità e ciò comporta una serie di difficoltà di relazione e apprendimento durante la crescita. I ricercatori della Vanderbilt hanno dunque pensato di studiare l’interazione tra bambini autistici (Autism Spectrum Disorders,ASD) e robot appositamente progettati. L’idea iniziale è arrivato da Nilanjan Sarkar, professore di ingegneria meccanica, esperto di sistemi per migliorare l’interazione uomo-macchina. Sei anni fa, mentre visitava dei parenti in India, venne a sapere che al figlio di suo cugino era stato diagnosticato un disturbo autistico. Alcuni studi mostravano che i bambini autistici mostravano segnali di particolare interesse verso i robot. Bisognava però capire come sfruttare questa loro naturale inclinazione per migliorarne le capacità sociali e relazionali

Autismo, non confondiamo

ASCOLTA IL PODCAST! JEKYLL – Connecticut, 14 dicembre 2012. Adam Lanza, ventenne, dopo aver sparato alla madre in casa, si dirige...

Inutile (e anche dannosa)

SALUTE - Se digitate "terapia chelante" in Google e come ne avevate solo vagamente sentito parlare, rimarrete stupiti dal numero di risultati che otterrrete. Si tratta di una terapia molto in voga e da qualche anno, specie negli Stati Uniti, viene invocata da alcuni come una un trattamento efficace contro l'autismo, che si basa a sua volta sull'assunzione, mai provata, che esista una base ambientale per questa malattia, dovuto all'intossicazione da metalli pesanti. Una ricerca pubblicata sulla rivista Research in Autism Spectrum Disorders mette in guardia:questo tipo di terapia è inutile (e può rivelarsi molto dannosa per i bambini trattati). Diverse survey negli Stati Uniti mostrano che una media del 7% dei bambini con disturbo autistico vengono trattati con terapia chelante, ma che i medici (che secondo i dati disponibili non la raccomandano mai) spesso sono impreparati sul tema: il 26% dichiara infatti di non aver informazioni per sconsigliarla

Feed #9

Qualche consiglio di lettura per il weekend. The Making of the Fittest: l'evoluzione al lavoro in tre brevi documentari presentati da Sean B. Carrol, autore dell'omonimo libro (titolo originale: Al di là di ogni ragionevole dubbio, Codice, 2008). La mini serie illustra, tra i tanti, tre casi emblematici di selezione naturale: il colore del mantello del roditore Chaetodipus intermedius, il sangue di emoglobina del pesce ghiaccio, l'anemia falciforme.

L’età del padre

Un ricerca pubblicata oggi su Nature conferma che il tasso di nuove mutazioni trasmesse dagli spermatozoi ai figli aumenta insieme agli anni del padre e suggerisce una correlazione con turbe mentali ancora da verificare.

Feed – 4

Eccoci di nuovo con qualche link che vale proprio la pena cliccare. Tornato nelle sale Titanic in 3D, vale la pena di ricordare come questo tragedia, al pari di altre, abbia generato la sua buona dose di leggende e complotti, e nessuno ce ne può parlare meglio di Query.

Nuovi studi e vecchie dicerie sull’autismo

A VOCE DEL MASTER - In occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, che si è svolta il 2 aprile scorso, si sono riaccesi i riflettori mediatici, in maniera più o meno appropriata, su questa complessa patologia. Risale a qualche giorno prima la pubblicazione da parte del CDC (Centre for Disease Control and Prevention) di un rapporto che dà il numero di bambini statunitensi affetti da disturbi dello spettro autistico nel 2008 in aumento del 78% rispetto al 2000. Secondo questi dati, ne soffrirebbe un bambino su 88. Numeri tutt’altro che generosi, che fanno capire la necessità di un dibattito costante e costruttivo sugli aspetti sociali e scientifici che riguardano questo disturbo. Obiettivo non sempre facile da raggiungere dal momento che c’è ancora chi associa l’aumentato numero di casi di autismo a vecchie leggende ormai sfatate da tempo. Come Donald Trump, qualche sera fa nel programma Fox News, che ha avanzato (di nuovo!) la “teoria” che siano le vaccinazioni le colpevoli di questo incremento, nonostante questa si sia rivelata una delle più grosse frodi scientifiche degli ultimi anni (di cui si è occupata anche Oggiscienza).
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