domenica, Marzo 7, 2021
LA VOCE DEL MASTERPODCAST

ScienceForward – Vacanze spaziali

LA VOCE DEL MASTER - Eccoci ritrovati con ScienceForward, il podcast del Master in Giornalismo Scientifico Digitale della Sissa di Trieste. Ci trovate ogni due settimane su OggiScienza. In questa puntata vi faremo assaporare atmosfere extraterrestri! Avete mai pensato di andare in vacanza nello spazio? C’è chi ha vissuto già questa esperienza, e chi sta investendo nel mercato dei viaggi di piacere a gravità zero e panorama galattico. Abbiamo intervistato per voi Greg Olsen, uno dei sette turisti spaziali al mondo, che ci ha raccontato la sua vacanza in una navicella spaziale, e Anna Gregorio, astrofisica dell’Università di Trieste, con la quale abbiamo approfondito l’argomento dal punto di vista di chi fa ricerca.
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Fatti non fummo a viver nello spazio?

LA VOCE DEL MASTER - Una lunga permanenza nello spazio può indurre pericolose alterazioni agli occhi degli astronauti, con conseguenze sulla vista stessa. Lo dimostra una ricerca appena pubblicata sulla rivista Radiology. 27 astronauti sono stati sottoposti a risonanza magnetica in seguito a missioni spaziali prolungate, che hanno comportato lunghi periodi in condizioni di microgravità. Lo studio delle immagini ottenute ha evidenziato anomalìe delle orbite oculari e a livello endocranico nella maggior parte dei soggetti. In particolare, le condizioni rilevate sono molto simili a quelle connesse all’ipertensione endocranica idiopatica, una condizione in cui la pressione all’interno del cranio aumenta inspiegabilmente e che può portare a disturbi visivi potenzialmente anche gravi. Infatti l’aumento della pressione sul retro del bulbo oculare può determinare un rigonfiamento dell’area in cui l’occhio è connesso al nervo ottico, con conseguenti danni irreversibili alla vista
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Missione Planck: intervista a Carlo Baccigalupi

LA VOCE DEL MASTER - Ultime dalla missione Planck. Il satellite ha individuato enormi nubi di gas freddo e una misteriosa nebbia di microonde che potrebbe aiutarci a capire le origini della materia oscura nella nostra galassia. Ce le racconta in un’intervista il Professor Carlo Baccigalupi, uno dei responsabili del Planck Data Processing Centre di Trieste. (Il servizio è stato realizzato da Isabella Buono, Elisa Corni, Alice Pace)
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A spasso per il DNA

CRONACA - Se sei una nano-macchina, una passeggiata sui filamenti di DNA la puoi fare davvero. Basta avere come binario un tratto di DNA a singolo filamento, come fonte di energia la luce a una determinata intensità e come vagoncino mobile una molecola fotosensibile in grado di legarsi a precise sequenze di DNA stesso. Questa la visione semplificata dell’ultimo lavoro di Mingxu You del Dipartimento di Chimica e Fisiologia della University of Florida e dei suoi collaboratori, pubblicato sull’ultimo numero di Angewandte Chemie International Edition. Si tratta del primo esempio di dispositivo mobile alimentato da energia luminosa in grado di spostarsi lungo il DNA in modo autonomo, monodirezionale e altamente controllato. Il movimento lungo il cosiddetto binario è garantito dal fatto che la luce incide sulla struttura della macchina (in particolare sul pirene) andando a modificare chimicamente una sua porzione (i ponti disolfuro). Automaticamente questa consente ad una seconda porzione di aggrapparsi al punto di ancoraggio successivo, come se si trattasse di due vere e proprie gambe che camminano. O addirittura corrono! Questo dipende esclusivamente dall’intensità della luce a cui il dispositivo viene esposto: maggiore è l’intensità, maggiore è la velocità della macchina… e se vogliamo tirare il freno a mano, basta spegnere la luce
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Science Forward – Le fabbriche delle cellule

LA VOCE DEL MASTER - Continua ScienceForward, il podcast del Master in in Giornalismo Scientifico Digitale della Sissa di Trieste. Lo aspettavate, vero? Seguiteci ogni due settimane su OggiScienza. La ricerca sulle cellule staminali è una delle frontiere più affascinanti della medicina rigenerativa. L’idea di disporre di veri e propri tessuti “di ricambio” costruiti ad hoc per ognuno di noi sta guidando i ricercatori nello sviluppo di nuove e sempre più sofisticate applicazioni. L’uso delle cellule staminali ha già raggiunto importanti traguardi: ne approfondiremo alcuni con Enrico Lucarelli, biologo all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e Stefano Ferrari, della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto.
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Istinto paterno e spirito di sacrificio

LA VOCE DEL MASTER - I maschi del ragno Nephilengys malabarensis preferiscono auto-evirarsi durante il rapporto sessuale piuttosto che rischiare di venir divorati dalla femmina subito dopo. E se questo non basta per sopravvivere, perlomeno aumenta le possibilità di diventare papà. Daiqin Li del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Singapore e i suoi collaboratori hanno infatti scoperto che l’organo sessuale di questo ragno continua a eiaculare nella femmina anche una volta reciso; questo favorisce la fecondazione a dispetto della spesso eccessiva fugacità del rapporto e rappresenta dunque un interessante meccanismo strategico del maschio per la sopravvivenza della specie
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