venerdì, Novembre 22, 2019
Nataša Stuper

Nataša Stuper

Hello. I'm Natasa Stuper, a Science Communicator and Digital Journalist from Croatia living in England.
CRONACACULTURA

La malattia mentale in versi

INTERVISTE - Raccontare e condividere con gli altri due esperienze in parallelo, legate dagli stessi sentimenti. L’esperienza della malattia mentale di una madre, con i suoi alti e bassi, e di una figlia, che cresce e vive le sue esperienze in solitudine, mantenendo un legame forte con la madre e vivendo la sua malattia. Barbara Grubissa ha presentato così il suo primo libro di poesie, “Son stufadiza”, giovedì 12 maggio a Trieste, città dove vive e in cui ha trascorso tutta la sua infanzia e l’adolescenza. Barbara ha raccontato una parte intima e dolorosa della sua vita attraverso una delle forme di comunicazione ed espressione più sottili e intrise di emozioni: la poesia. «La poesia è un mezzo di comunicazione personale che fa emergere l’emozione e la passione: come una fotografia di una determinata azione senza però entrare nei dettagli del contenuto. È un’opera in cui contenuto e linguaggio si fondono per ritagliare l’osservazione del mondo solamente a livello emotivo, e non a quello razionale. Nella poesia tutti si devono riconoscere in qualche modo, come un oggetto visto da tantissime prospettive». I versi poetici presenti nelle pagine del libro portano i differenti lettori a vivere un continuo intreccio di sensazioni e riflessioni attraverso i temi affrontati: il ricordo della madre malata, un’infanzia e un’adolescenza difficili, l’incomprensione dei medici, il suicidio. “Psicosi bipolare”: è questa la diagnosi della malattia, che costringeva la madre a vivere in equilibrio su un’altalena, la cui oscillazione veniva temporaneamente e con forza arrestata dal TSO (Trattamento sanitario obbligatorio) e dall’abuso di psicofarmaci.
LA VOCE DEL MASTER

Quando sognare fa paura

LA VOCE DEL MASTER - Appena varcata la soglia della fase REM, che corrisponde a un’intensa attività cerebrale simile a quella dello stato di veglia, la nostra mente entra nel mondo dei sogni. Nel momento in cui stiamo per addormentarci o durante il risveglio, però, può capitare che ci si scopra incapaci di muoversi. Questo stato, detto paralisi del sonno, è dovuto alla momentanea discordanza tra cervello e corpo. Il corpo, nella fase REM, tende a secernere ormoni che portano a un rilassamento generale della muscolatura scheletrica. Se l’ormone viene rilasciato troppo velocemente, ci si può sentire paralizzati, convinti di non potersi muovere. Durante questa fase capita che il nostro cervello percepisca diverse sensazioni, come racconta Yvonne, ragazza ventinovenne che da anni è vittima di questo disturbo: «nel momento in cui inizia il sogno mi rendo conto che in realtà non è un sogno, e sono consapevole di quello che mi sta succedendo».
CULTURALA VOCE DEL MASTERLIBRI

Influenza lunare: mito o realtà?

Secondo molte persone la Luna assume un ruolo dominante nella nostra vita, secondo altri i miti lunari equivalgono a leggende popolari. A chi credere? Tre divulgatori scientifici hanno indagato i miti lunari più diffusi e lo raccontano nel loro libro, Dalla Luna alla Terra. Mitologia e realtà degli influssi lunari. Oggi Scienza invece è scesa in strada e ha raccolto per voi il parere della gente Ascolta cosa pensa la gente dell'influsso lunare LA VOCE DEL MASTER - Ha ispirato cantanti e poeti nel trovare le frasi d’amore più belle,...
LA VOCE DEL MASTER

Internet: io uso la testa

Facebook, Skype, Msn, Netlog: in questo modo comunicano le nuove generazioni. Spesso i siti di social network sono presi di mira da specialisti dell’infanzia, etichettando Internet come un luogo pubblico non adatto ai bambini, in cui si corrono moltissimi rischi, e dove una chiacchierata intelligente e costruttiva si può trasformare in una comunicazione pericolosa. Dalle testimonianze dei bambini della scuola elementare e media italiana di Buie (Croazia), intervistati per OggiScienza, sembra, però, che i giovanissimi conoscano bene i potenziali rischi e le precauzioni da prendere. In questo complesso contenitore di...