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Premio Mondiale per il Mangime

Il World Food Prize 2013 è stato assegnato a Marc Van Montagu (università di Ghent e presidente di due aziende agro-biotech), Robert Fraley (Monsanto) e Mary-Dell Chilton (Syngenta) per aver scoperto come trasferire geni estranei nel genoma di una pianta usando l’Agrobacterium tumefasciens.

Trovato il parassita che devastò l’Irlanda nell’Ottocento

Un milione di morti e un milione di emigrati. Questo fu, nel 1852, il bilancio di una spaventosa carestia abbattutasi sull'Irlanda a partire dal 1845: in quei sette anni, l'isola perse tra il 20 e il 25% della popolazione. La causa principale dell'ecatombe fu un fungo che colpì l'alimento su cui era basata la dieta irlandese dell'epoca, la patata, dalla quale un terzo della popolazione era interamente dipendente.

Più CO2 per tutti

Sul Wall Street Journal, il geologo ex astronauta Harrison Schmitt dello Heartland Institute, e il fisico atomico William Happer del Marshall Institute festeggiano i 400 ppm di CO2 in atmosfera. Anche la custode.

Avviso alle “ragazze”

Da Nicosia a Helsinki, le api stanno tirando un sospiro di sollievo. I paesi membri dell'Unione Europea restano divisi, ma è come se avessero approvato la moratoria sugli insetticidi neonicotinoidi.
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Agricoltura: origine della civiltà anche in Sudamerica

CRONACA - La civiltà di Norte Chico è stata una complessa società pre-Colombiana formata da alcune decine di popolazioni prevalentemente stanziali che abitarono nell'omonima regione costiera del Perù centro-settentrionale. Questa civiltà, considerata il più antico esempio di organizzazione sociale umana di questo tipo in America Latina, prosperò tra il 3.000 e il 1.800 A.C.. Sebbene siano note numerose informazioni sullo stile di vita degli abitanti della civiltà di Norte Chico, rimangono ancora diversi interrogativi, che riguardano in particolare quali fonti di sostentamento promossero e garantirono l'origine della civilizzazione in questa area geografica.

Agonie

Il "MANIFESTO dei CIRCOLI dell'AMBIENTE e della CULTURA RURALE" è promosso dal fisico Giuseppe Quartieri dell'Accademia della Libertà e dell'università privata "Ludes" di Lugano. Sul sito dell'Accademia, purtroppo, il testo cui aderire è rimasto incompiuto. Una versione integrale sarà inviata ai lettori, su richiesta.

Cambio climatico, un pro e un contro

AMBIENTE - Mentre continua, a colpi di articoli scientifici, il dibattito sulle conseguenze del cambio climatico (si veda qui e qui), noi facciamo la nostra parte dando un colpo al cerchio e uno alla botte. Vi presentiamo quindi due articoli pubblicati negli ultimi tempi: uno, un po’ datato ma ancora attuale (della metà di luglio), sui benefici che l’agricoltura di alcuni paesi in via di sviluppo (Pvs) trarrebbe dalla modifica delle condizioni climatiche; l’altro, molto più recente, sulle conseguenze del cambio climatico sull’incidenza del rischio di tumori alla pelle. E non solo, perché anche l’agricoltura…

Ogm e ricerca pubblica: “Sbagliato distruggere i campi sperimentali”

CRONACA - “Questo Ministero ha provveduto ancora una volta ad invitare l’Università degli Studi della Tuscia a procedere all’immediata dismissione del sito di sperimentazione”. Firmato Corrado Clini, Ministro dell'Ambiente, destinatario Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici. La lettera, dei primi di giugno, decretava l'obbligo, da parte dell'ateneo viterbese, di distruggere i campi sperimentali di ciliegi, olivi e kiwi Ogm su cui lavorava dalla fine degli anni Novanta l'agronomo e biotecnologo Eddo Rugini. L'ennesima puntata della lunga diatriba sull'annosa questione Ogm sembra aver chiarito quali gruppi, in Italia, detengano il potere decisionale sulle biotecnologie agrarie, e pare che i ricercatori abbiano ben poca voce in capitolo. Difficile, altrimenti, spiegare la levata di scudi di varie comunità scientifiche italiane (al plurale, perché è forse bene ricordare che non esiste una sola comunità scientifica), con tanto di diffusione di appelli a mezzo blog e reti sociali contro la distruzione dei campi Ogm. Niente da fare: il 12 giugno, come previsto, sono iniziate le distruzioni dei campi, con l'abituale scia del combattimento all'arma verde tra i favorevoli e i contrari agli organismi geneticamente modificati: dai temi più filosofici, come i concetti di naturale e artificiale, a quelli più politici, come il potere delle multinazionali agrarie e i danni alle economie agricole locali
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Agricoltori per caso

CRONACA - Gli uccelli giardinieri (Famiglia Ptilonorhynchidae) sono da sempre famosi per gli straordinari pergolati che costruiscono con estrema fantasia e geometria per attrarre le femmine. Nel corso degli anni, questa loro abilità è stata sotto l'occhio attento dei ricercatori di tutto il mondo che hanno scoperto aspetti sempre più singolari del loro comportamento sessuale: straordinario è il caso del grande giardiniere grigio (Ptilonorhynchus nuchalis), che con la perfetta architettura del suo pergolato e la disposizione dei sassi secondo un preciso ordine costringe le femmine a visitare la propria arena sessuale da una prospettiva distorta che lo rende più grosso, quindi più sessualmente attraente. Altre specie, invece, utilizzano fiori e semi allo scopo di conquistare le potenziali partner riproduttive, selezionandoli accuratamente per forma e per colore. Oggi, emerge come questa attenta selezione possa influenzare non solo le chances di accoppiamento dei maschi, ma anche il successo riproduttivo delle piante predilette dai giardinieri. Dalle pagine della rivista Current Biology, un gruppo di ricercatori ha infatti documentato come la presenza degli uccelli giardinieri della specie Ptilonorhynchus (Chlamydera) maculata favorisca la germinazione delle piante di Solanum ellipticum, i cui frutti sono utilizzati nei display sessuali
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