mercoledì, Dicembre 2, 2020

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Onnivori non si nasce

CRONACA - Gli erbivori non diventano carnivori (e viceversa) e gli onnivori non nascono tali (nascono infatti o erbivori o carnivori). Queste sono solo due fra le osservazioni emerse da uno studio pubblicato pochi giorni fa (il 16 aprile) su PNAS, che ha analizzato l'impatto delle strategie alimentari (cioè il fatto di essere carnivori, erbivori o onnivori) nell'evoluzione dei mammiferi.

Nouvelle cuisine

CULTURA - Un milione di anni fa, in una grotta del Sudafrica, già abitata da un milione di anni, un'antenata dell'Homo sapiens ha inventato la fiorentina con contorno di verdure. Lo si deduce dall'articolo sui Proceedings of the National Academy of Sciences del fiorentino Francesco Berna dell'università di Boston e colleghi sudafricani, canadesi, israeliani e tedeschi i quali non si sbilanciano né sul sesso del cuoco né sul taglio della carne. Sotto un titolo blando - Evidenza microstratigrafica di fuoco in situ negli strati Acheuleani di Wonderwerk Cave, nella provincia del Southern Cape - si nasconde una rivoluzione gastronomica: come accendere un fuoco e regolarne la fiamma. Gli autori usano un linguaggio meno entusiasta, comunque l'analisi dell'osso bruciacchiato e delle ceneri, filtrata da probabilità statistiche, non lascia dubbi sulla composizione del pranzo. Scrivono a quanto sappiamo, si tratta della prima evidenza certa di bruciato in un contesto archeologico. Paola Villa, dell'università del Colorado, arriccia il naso e sostiene che servono ulteriori ricerche e analizzare

Il pranzo è servito e il Velociraptor ringrazia

CRONACA - Se dopo aver visto Jurassic Park siete rimasti impressionati dal temibile Velociraptor e magari avete curiosità sulle sue abitudini alimentari, sarete appagati da questa scoperta. È stato infatti possibile analizzare l’ultimo pasto di un Velociraptor vissuto 75 milioni di anni fa grazie ad un osso trovato nel suo apparato digerente. Il risultato? A quanto pare questo feroce predatore non disdegnava pranzi pronti e serviti. Il fossile del dinosauro in questione è stato ritrovato nel deserto del Gobi nel 1994 ma i risultati dettagliati delle analisi sono apparsi solo ora sulla rivista Palaeogeography, Palaeoclimatology, and Palaeoecology. I ricercatori hanno ritrovato all’interno della cassa toracica del Velociraptor, lì dove si sarebbe trovato lo stomaco, un frammento osseo lungo 75 mm. Le analisi hanno rivelato che si tratta di un osso di Pterosauro, un grosso dinosauro volante con un’apertura alare di più di 2 metri. I ricercatori dell’Università di Dublino, che hanno condotto lo studio insieme ad un team internazionale di studiosi, sembrano non avere dubbi sul fatto che un Velociraptor, non più alto di 50 cm, non potesse attaccare un volatile così grosso. Sembra quindi che il fortunato predatore sia incappato in una carcassa di Pterosauro e ne abbia ricavato un lauto pranzo

Il cibo biologico è migliore?

AMBIENTE E SALUTE - Siamo disposti a spendere quasi il doppio, come rivela un’indagine di Altroconsumo, per acquistare prodotti da agricoltura biologica. Perché li consideriamo più genuini, più buoni, più rispettosi del pianeta. Quando li portiamo in tavola, ci sentiamo in armonia con la natura. A ben vedere, però, le cose non stanno esattamente così. Biologico non è sinonimo di sostenibile (non sempre, perlomeno) e neppure garanzia di qualità nutrizionali superiori (anche se è proprio questo l’equivoco su cui fanno leva le campagne di marketing).

In arrivo una nuova tassa sul grasso?

CRONACA - No, non si tratta di una tassa sui chili di troppo che avete accumulato negli ultimi mesi, ma una aumento del prezzo dei cibi ad alto contenuto di grassi, per scoraggiarne l'acquisto. In periodo di crisi è facile che spuntino nuove tasse per riempire le casse dello Stato (e alleggerire le tasche dei contribuenti) . È di pochi giorni fa la notizia che la Danimarca ha istituito la nuova fat tax: una tassa che colpisce i cibi con un contenuto superiore al 2,3% di grassi saturi. L'aumento è in vigore dal primo ottobre e da 13 giorni i cittadini danesi devono pagare 16 corone in più (che corrispondono a 2,15 euro) per ogni chilo di grassi saturi degli alimenti. E dopo neanche due settimane già altri governi pensano di copiare l'idea, come David Cameron che vorrebbe importarla anche in Gran Bretagna.

Il riso ci manipola i geni

Minuscoli frammenti di RNA vegetale modificano l'attività dei nostri geni, scrive su Nature Cell Research il gruppo coordinato da Chen-Yu Zhang all’università...

Una mela al giorno?

CUCINA - Se esiste una Guida uguale per l'Italia, o per l'Unione Europea, non l'ho trovata. Dal database della Commissione Europea saltano fuori - con fatica - i residui di pesticidi tollerati nei vari tipi di cibo, non quelli effettivamente rilevate. Almeno i livelli sono più bassi che negli Stati Uniti, dove le autorità le stabiliscono in collaborazione con i produttori di fitofarmaci. Alleati ai colossi dell'agricoltura nella lobby CropLife - un nome più verde del precedente National Agricultural Chemicals Association - bloccano da mesi il rapporto del Dipartimento dell'agricoltura.

La fattoria degli insetti

NOTIZIE - È l’uovo di colombo, ma farlo funzionare in occidente non sarà così facile. Più semplice in alcuni paesi in via di sviluppo che già prevedono gli insetti nella loro dieta. La prossima settimana in Laos verrà inaugurata una fattoria “modello” per l’allevamento degli insetti a scopo alimentare. Voluta dall’Università di Laos è in parte sponsorizzata da un progetto più ampio della FAO per stimolare tecniche sostenibili ed efficaci per l’allevamento di animali di dimensioni ridotte, come grilli e cavallette, vermi e formiche al fine di combatte e la denutrizione e la povertà nei paesi in via di sviluppo. Non è cosa facile da fare ovunque, in molte culture, prima la nostra, gli insetti non sono considerati cibo e anzi suscitano disgusto,. In Laos però si trovano le condizioni ottimali per un esperimento del genere: la popolazione già integra la propria dieta con insetti. Normalmente però vengono raccolti in natura, e l’allevamento rappresenta una via promettente. Molti studi hanno dimostrato che gli insetti possono essere una fonte importante di proteine, con il vantaggio enorme di avere un basso impatto ambientale (soprattutto questo tipo di allevamento produce emissioni basse di CO2).
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