martedì, Settembre 17, 2019
Andrea Romano

Andrea Romano

Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione
ricerca

Dinosauri: un cervello per volare

Non solo il corpo ricoperto di piume e le penne sugli arti e sulla coda. Alcuni dinosauri erano anche dotati di un cervello che poteva consentire la manovrabilità durante il volo. Questa la conclusione di un recente studio pubblicato su Nature.
ricerca

Un ricordo è per sempre

Noi esseri umani siamo capaci di ricordare nitidamente eventi accaduti nel nostro passato remoto: uno dei meccanismi coinvolti nei processi mnemonici di lungo termine è la cosiddetta memoria autobiografica involontaria, quel fenomeno che si innesca in presenza di minimo indizio sensoriale in grado di rievocare un ricordo lontano in maniera molto vivida. Questa caratteristica è da sempre stata ritenuta un'esclusiva prerogativa della nostra specie, ma uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology ha recentemente dimostrato che è un tratto che potremmo condividere con le scimmie antropomorfe.
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Ornamenti da Neanderthal

"Se si potesse reincarnare un Neandertal e porlo nella metropolitana di New York, opportunamente lavato, sbarbato e modernamente vestito, si dubita che potrebbe attrarre attenzione". Scriveva così William Straus, famoso anatomista e paleontologo statunitense della Johns Hopkins University vissuto nel secolo scorso, per mettere in evidenza le affinità, anziché le differenze, tra l'uomo moderno e i suoi cugini più prossimi. L'immagine usata da Straus è emblematica nel sottolineare l'erroneità della collaudata idea che gli uomini di Neanderthal fossero estremamente rozzi e con capacità cognitive molto limitate.
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Tutte le specie in tempo reale

ARBIMON. Si chiama così quella che potrebbe essere una vera rivoluzione nel campo dell'identificazione delle specie. ARBIMON non è nient'altro che l'acronimo di Automated Remote Biodiversity Monitoring Network, una nuova metodologia che potrebbe facilitare, e di molto, il compito di biologi ed ecologi chiamati a stabilire il livello di biodiversità di un ambiente.
ricerca

A colpi di coda

La rivista Plos One pubblica un'interessante ricerca che mostra una straordinaria tecnica di caccia da parte dello squalo volpe pelagico (Alopias pelagicus), specie che vive in acque aperte dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico.
SCOPERTE

La scoperta (tutta italiana) di un nuovo dinosauro gigante

Un grosso dinosauro teropode, risalente a circa 110 milioni di anni fa, nel Cretaceo Inferiore, è stato appena descritto sulle pagine della rivista Nature Communications. I fossili sono stati rinvenuti e analizzati da un gruppo di ricercatori italiani, Federico Fanti e Michela Contessi dell’Università di Bologna e Andrea Cau del Museo Geologico “Cappellini” di Bologna, in collaborazione con un ricercatore dell’Office National des Mines di Tunisi, Mohsen Hassine.
ricerca

L’eterna lotta tra falene e pipistrelli

Ogni notte, nell'oscurità delle foreste del Sudest asiatico, si gioca una battaglia aerea tra pipistrelli e falene. Una battaglia da cui non è possibile uscire sconfitto se non a costo della morte: i primi hanno solo poche ore per cacciare quante più falene possibile e non morire di fame, mentre le seconde nella lunga notte devono schivare i costanti attacchi dei voraci predatori di insetti. Falene e pipistrelli, la cui lotta per la vita va avanti da oltre 60 milioni di anni, sono uno stupendo esempio di coevoluzione preda-predatore.
ricerca

Due nuovi lemuri pigmei dal Madagascar

Il Madagascar è universalmente riconosciuto come uno dei principali hotspot di biodiversità a livello mondiale. Se si aggiunge la straordinaria presenza di specie endemiche, dovute alla sua peculiare storia geologica, si comprende bene l'interesse che l'isola malgascia ha sempre suscitato da parte dei biologi evoluzionisti e degli esperti di tassonomia di tutto il mondo. E' forse per questa ragione che, periodicamente, le riviste internazionali specializzate annunciano la scoperta di specie ancora sconosciute alla scienza.
ricerca

Le nuove mappe della biodiversità mondiale

L'identificazione delle aree con la più alta biodiversità a livello mondiale è una priorità per indirizzare le politiche di conservazione degli ambienti naturali. In particolare, nel processo della designazione degli ambienti da proteggere è di fondamentale importanza la conoscenza approfondita del numero di specie presenti in ciascuna area, quali di queste sono vulnerabili o minacciate di estinzione, quali attività umane vengono svolte e il loro potenziale impatto sull'ambiente nonché l'attuale livello di protezione a cui sono soggette.
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