Stefano Dalla Casa

Stefano Dalla Casa

Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac
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Promemoria

IL PARCO DELLE BUFALE - Il 2011 sembra essere un anno particolarmente florido per quanto riguarda il settore delle previsioni dei terremoti. Tutto è cominciato con Raffaele Bendandi e una fatidica data, l'11 maggio. In breve, quel giorno a Roma avrebbe dovuto verificarsi un devastante terremoto. Questa profezia è stata attribuita a Raffaele Bendandi "ricercatore indipendente" del secolo scorso. Ecco il parere di Giampaolo Giuliani, anch'egli "ricercatore indipendente" per autoproclamazione (e acclamazione), sulla questione a Gennaio 2011:
AMBIENTEIN EVIDENZA

Body snatchers

Questo post fa parte del IV° Carnevale della biodiversità, il cui argomento è "Alieni fra noi". Il Carnevale èospitato da Renato Bruni, sul suo blog Erba Volant, dove potete trovare anche tutti gli altri blog della "manifestazione".  In informatica un cracker  (spesso erroneamente confuso con hacker) è una persona che sfrutta a proprio vantaggio le falle nella sicurezza di programmi e interi sistemi operativi. Quando l'impresa ha successo, i computer presi di mira iniziano a lavorare non più per i legitimi proprietari ma per il cracker. Se il cracker si spinge...
ricerca

Cento di questi Query

Oggi Query Online, versione web della rivista del CICAP, compie un anno. La galassia di siti e blog di divulgazione scientifica italiani non può che esserne felice, per (almeno) due ottime ragioni. Da una parte, anche noi siamo lettori accaniti e il lavoro della Redazione di Query (svolto, è bene ricordarlo, su base assolutamente volontaria) è eccellente. Dall'altra, utilitaristicamente parlando, il sito è diventato un'insostituibile risorsa per il fact checking in merito a mysteri (quando va bene) e a bufale (quando va un po' meno bene) in campo scientifico. Sempre...
IL PARCO DELLE BUFALE

*EPIC* FAIL

IL PARCO DELLE BUFALE -Medici cattolici propongono l'omeopatia come "cura" per l'omosessualità. No, sul serio: parola di Der Spiegel. Dalla cura del colera ad Haiti, a fantasmagoriche vaccinazioni contro gravi malattie infettive (malaria in primis, a seguire febbre gialla, dengue etc...) passando per un raffinato protocollo di profilassi (via newsletter) per difendersi dagli isotopi radioattivi emessi da una centrale nucleare in avaria, sembra proprio che non ci possa essere freno alle applicazioni della più ridicola fra le pseudoscienze in campo medico, ma proprio quando si comincia a pensare che nulla potrebbe più stupirci, l'Omeopatia (occhio alla maiuscola) è pronta a dimostrarci che ci più cose in Cielo e in Terra di quante ne sogni la nostra filosofia: ora, in Germania, anche l'omosessualità si "cura" con acqua e zucchero.
CRONACA

Paziente: Charles Darwin

CRONACA - Nel film biografico Creation (che mai è arrivato nelle sale italiane e mai ci arriverà), l'attore Paul Bettany interpreta un Darwin travagliato psicologicamente per la morte della sua primogenita Annie, ma anche provato fisicamente da una strana malattia. Questi disturbi tormentarono lo scienziato fino alla morte, senza che i dottori formulassero una corretta diagnosi e costringendo Darwin a sottoporsi a spossanti quanto inutili trattamenti come le sedute di idroterapia. La vita di Darwin è però conosciuta in modo così dettagliato (grazie a diverse fonti, tra cui lo stesso interessato) che in molti hanno cercato di dedurre a posteriori quale (o quali) fossero le malattie che, più o meno al ritorno dal suo giro intorno al mondo, cominciarono a tormentarlo.
ricerca

Intelligenza terrestre

FUTURO - Gli italiani lo sanno meglio di altri: quando ci sono dei tagli finanziari da fare, la ricerca scientifica (specialmente quella di base) è uno dei bersagli preferiti, ma è giusto (anzi, razionale) mettere sul piatto della bilancia persino un programma di ricerca che, tra le altre cose, potrebbe regalarci la scoperta del secolo? E i soldi "risparmiati" sono davvero soldi "guadagnati" in questo caso? Prima un paio di precisazioni riguardo al programma in oggetto, il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence). La prima è che, malgrado i titoli di alcuni quotidiani, il SETI non dà la caccia agli stessi alieni che secondo Voyager e Mistero visitano (e hanno visitato) la Terra a bordo di astronavi, quelli che per imperscrutabili motivi manifestano la propria presenza con caricaturali rapimenti di esseri umani e con immagini rigorosamente sfocate: il SETI utilizza i radiotelescopi (e, in misura minore, telescopi) per scandagliare lo spazio alla ricerca di un segnale elettromagnetico emesso da intelligenze extraterrestri, basandosi sull'ipotesi che la Vita non sia un fenomeno esclusivo del nostro pianeta e che per questo esiste la possibilità che, da qualche parte, questo non solo si sia verificato, ma che abbia anche portato all'evoluzione di una civiltà tecnologica in grado di emettere, e naturalmente ricevere, segnali radio.
AMBIENTE

Reazione a catena

AMBIENTE - A meno che non siate tra coloro che si sono costruiti carriera e popolarità sul negazionismo a proposito dei cambiamenti climatici, è probabile che molte delle conseguenze (sia ipotizzate che verificate) di questi ultimi vi siano abbastanza note, almeno nei loro principi generali, ma tra queste ce n'è una che, malgrado mal si presti a effettistiche drammatizzazioni hollywoodiane e venga tratta più di rado dai media, non è meno significativa delle altre (alle quali, peraltro, è ovviamente legata), nonché una delle più direttamente osservabili: gli areali, che in ecologia definiscono lo spazio occupa una specie, stanno cambiando. Si contraggono, si ampliano, si spostano, e ogni variazione si ripercuote su interi ecosistemi. E allora? Potrebbero dire i cinici. Allora ci sono milioni di granchi reali (famiglia Lithodidae) che stanno risalendo la scarpata continentale dell'Antartide, minacciando di spazzare via diverse specie di molluschi che racchiudono quegli inestimabili tesori biochimici che sono i composti antitumorali: più interessati adesso?
CRONACA

Repetita iuvant

INTERVISTE - Uno studio su Science suggerisce un'origine monofiletica per la metameria. Il dibattito riguardo a questa chiave di volta dell'evoluzione è "storico" ma ora, grazie allo studio dei genomi, ci stiamo avvicinando sempre di più alla risposta, che tra l'altro, come specie, ci riguarda.
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