mercoledì, Settembre 18, 2019
Andrea Romano

Andrea Romano

Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione
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Quando si dice stare nella…

CRONACA - Gli scarabei stercorari sono noti per la loro singolare abitudine di trasportare con zelo e solerzia enormi, se paragonate alle loro dimensioni corporee, sfere di escrementi. Perchè? La risposta è facile: rappresentano la loro preziosa fonte di cibo che, in questo modo, è sempre a portata di mano e sotto il loro vigile controllo. Ma un curioso ed interessante studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Current Biology ha mostrato anche un'altra, importantissima funzione di queste sfere: negli assolati e roventi habitat sudafricani, dove vivono numerose specie che attuano questo comportamento (e in particolare Scarabaeus - Kheper - lamarcki, la specie oggetto di studio), esse permettono ai possessori di mantenere la temperatura corporea più fresca, fungendo da rifugio termico che li isola dal substrato rovente
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Gli impegni familiari accorciano la vita

CRONACA - Nel regno animale sono molte le specie in cui individui di sesso maschile e femminile hanno longevità molto diverse. Un caso di cui siamo tutti consapevoli è quello della nostra specie, in cui le donne sopravvivono mediamente di più rispetto agli uomini. Ma negli ambienti naturali la situazione è spesso ribaltata, come dimostrato da un recente studio pubblicato e liberamente accessibile sulla rivista online PLoS One, riguardante il caso del famoso varano di Komodo (Varanus komodoensis). Questa specie vive esclusivamente nelle piccole isole di Komodo e Rinca (mappa) a largo di Flores, in Indonesia, e viene considerata la 'lucertola più grande del mondo'. Un gruppo di ricercatori australiani, indonesiani e italiani ha monitorato le traiettorie di crescita e la sopravvivenza di oltre 400 individui nel periodo compreso tra il 2002 e il 2010. Lo studio ha evidenziato curve di crescita decisamente differenti nei due sessi: infatti, tra la nascita e il raggiungimento della maturità sessuale (circa sette anni di età) la crescita di maschi e femmine è appaiata, mentre dopo il primo evento riproduttivo le femmine iniziano a crescere a ritmi significativamente inferiori rispetto ai conspecifici maschi. Questo si traduce in una taglia media all'età adulta molto diversa tra i sessi, con i maschi che raggiungono una lunghezza di 160 centimetri (esclusa la coda di almeno un metro di lunghezza) e i 70 kg di peso, mentre le loro controparti femminili che non superano mai i 120 centimetri di lunghezza per 25 kg di peso (grafico).
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Strani modi di far pipì

CRONACA - Gli adattamenti degli animali in natura possono raggiungere un livello di stranezza che supera la più vivida immaginazione: ed ecco che esistono serpenti volanti, lucertole che camminano sull'acqua, altre che spruzzano sangue dagli occhi, ed ora perfino una tartaruga che si libera delle urine per via orale. Avete capito bene, non stiamo scherzando: la tartaruga cinese dal guscio molle (Pelodiscus sinensis), e forse anche altre specie simili, espelle i residui del metabolismo azotato mediante un sistema di strutture, esclusive di questi organismi, che si trovano nella regione cefalica. Che queste tartarughe fossero animali particolarmente insoliti era noto da tempo: infatti, questa straordinaria specie presenta all'interno della cavità orale un sistema di lamelle faringee, scoperte oltre 100 anni or sono, che hanno una funzione, e un funzionamento, simile a quello delle branchie dei pesci. Grazie a questo sistema, chiamato processo buccofaringeo villiforme, la tartaruga cinese dal guscio molle è in grado di ricavare ossigeno dall'acqua, oltre che nella maniera convenzionale di tutti i rettili tramite i polmoni. Questa caratteristica consente loro di mantenersi sotto il livello dell'acqua per periodi di quasi due ore, senza dover raggiungere la superficie per respirare. Oggi un gruppo di ricercatori della Università di Singapore, ha dimostrato che questa specie, quando si trova in fase di immersione, espelle solo il 5.9% dell'urea per via renale attraverso la cloaca, mentre tutto il resto del metabolita azotato viene eliminato per via orale, semplicemente spalancando la bocca. Ma anche se forzata sulla terraferma, Pelodiscus sinensis è solita individuare piccole pozze d'acqua in cui immergere la propria testa e azionare il movimento faringeo per liberarsi delle scorie
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Cervelli complessi dal Cambriano

CRONACA - Un fossile straordinariamente ben conservato ci fornisce importanti informazioni sulle prime fasi di evoluzione del sistema nervoso centrale complesso. Fuxianhuia protensa, così è stata chiamata la nuova specie, è un artropodo vissuto oltre 520 milioni di anni or sono, senza però lasciare discendenti fino ai giorni nostri. Nonostante ciò, questo organismo rappresenta un'importante testimonianza dell'evoluzione del cervello e dei sistemi sensoriali negli artropodi, il phylum animale più diversificato e diffuso sulla Terra, comprendendo, tra gli altri, insetti, crostacei e aracnidi. Questa specie, descritta sulle pagine dell'ultimo numero di Nature, presenta infatti un cervello anatomicamente molto complesso se paragonato a tutti gli altri organismi del Cambriano finora noti: senza entrare troppo nei dettagli, il cervello risulta tripartito con neuropili ottici molto sviluppati, mostrando un elevato livello di encefalizzazione in una specie dalle caratteristiche anatomiche molto 'primitive'. Una simile struttura, che oggi si ritrova oggi negli insetti e nei malacostraci, il gruppo di crostacei che comprende granchi e gamberi, non si riteneva essersi originata in una fase così precoce dell'evoluzione della vita pluricellulare
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Denti high-tech per il dinosauro erbivoro

CRONACA - I denti dei mammiferi erbivori sono da sempre considerati un eccezionale esempio di adattamento alla macerazione del materiale vegetale di cui si nutrono. Negli ungulati, ad esempio, si è evoluta una complessa struttura dentaria, composta da ben quattro tessuti differenti che creano una superficie ruvida adatta allo sminuzzamento delle piante, in modo tale da favorire una più facile assimilazione dei nutrienti. Questa struttura è comparsa diverse volte nel corso dell'evoluzione dei mammiferi, ma qualcosa di simile (anzi, di meglio!) era già presente circa 85 milioni di anni or sono nel gruppo degli adrosauridi (Hadrosauridae), la famiglia di dinosauri erbivori 'dal becco d'anatra'. Questi organismi pascolavano nelle praterie del Cretaceo in branchi molto numerosi e per circa 35 milioni di anni hanno occupato la nicchia ecologica dei megaerbivori, quella che oggi è appannaggio esclusivo dei mammiferi.
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Mammone come un’orca

CRONACA - Sono poche le specie note in cui si verifica il fenomeno della menopausa, specie in cui le femmine continuano a vivere a lungo dopo aver perso la possibilità di riprodursi. Dopo l'uomo, la specie che detiene il periodo di menopausa più lungo è l'orca (Orcinus orca), con le femmine che sono fertili fino a circa 40 anni ma che possono anche raggiungere la veneranda età di 90 anni. Come si spiega questo fenomeno? La risposta a questa domanda è da sempre stata un rebus per i biologi di tutto il mondo, ma oggi, dalle pagine di Science, abbiamo un primo spiraglio verso la sua comprensione. Uno studio condotto da ricercatori delle Università di Exeter e York ha monitorato per 36 anni tutti gli individui di due gruppi sociali che vivono nelle acque dell’Oceano Pacifico a largo delle coste al confine tra Stati Uniti e Canada. Dai risultati emerge che la presenza delle madri nel gruppo è direttamente associata alle probabilità di sopravvivenza oltre i 30 anni dei propri figli: l'effetto più accentuato si ha sui figli maschi, dal momento che la morte della madre incrementa di ben 14 volte la probabilità di decesso dei figli. L’aspettativa di vita delle figlie femmine, invece, aumenta ‘solo’ di 3 volte
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Agricoltori per caso

CRONACA - Gli uccelli giardinieri (Famiglia Ptilonorhynchidae) sono da sempre famosi per gli straordinari pergolati che costruiscono con estrema fantasia e geometria per attrarre le femmine. Nel corso degli anni, questa loro abilità è stata sotto l'occhio attento dei ricercatori di tutto il mondo che hanno scoperto aspetti sempre più singolari del loro comportamento sessuale: straordinario è il caso del grande giardiniere grigio (Ptilonorhynchus nuchalis), che con la perfetta architettura del suo pergolato e la disposizione dei sassi secondo un preciso ordine costringe le femmine a visitare la propria arena sessuale da una prospettiva distorta che lo rende più grosso, quindi più sessualmente attraente. Altre specie, invece, utilizzano fiori e semi allo scopo di conquistare le potenziali partner riproduttive, selezionandoli accuratamente per forma e per colore. Oggi, emerge come questa attenta selezione possa influenzare non solo le chances di accoppiamento dei maschi, ma anche il successo riproduttivo delle piante predilette dai giardinieri. Dalle pagine della rivista Current Biology, un gruppo di ricercatori ha infatti documentato come la presenza degli uccelli giardinieri della specie Ptilonorhynchus (Chlamydera) maculata favorisca la germinazione delle piante di Solanum ellipticum, i cui frutti sono utilizzati nei display sessuali
COSTUME E SOCIETÀ

Pleased to meet you

COSTUME E SOCIETÀ - Quando si comunica tra sconosciuti, è buona norma scambiarsi un saluto e le rispettive presentazioni. Sembra che questa semplice regola non scritta del comportamento umano sia applicabile anche ad altri modelli animali cognitivamente avanzati, come i delfini. E' di pochi giorni fa, infatti, la descrizione di un comportamento simile nel tursiope (Tursiops truncatus) in un articolo pubblicato dalla rivista Proceedings of the Royal Society B. Tra gli odontoceti, i tursiopi sono noti per il loro grande repertorio di vocalizzazioni (classificate come click e fischi), utilizzate nei più disparati contesti sociali, e per la loro capacità di emettere un tipico richiamo di riconoscimento individuale, chiamato signature whistle. Il signature whistle consiste in un particolare fischio, unico per ciascun individuo, che lo identifica in maniera univoca e che viene utilizzato molto frequentemente (circa il 50% delle vocalizzazioni) nella comunicazione tra membri dello stesso gruppo.
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L’Odissea del culbianco

CRONACA - Le incredibili vicende che il prode Ulisse dovette affrontare nei 10 anni del suo ritorno a Itaca non sono nulla in confronto alle peripezie che, due volte all'anno, è costretto a fronteggiare il culbianco, un piccolo passeriforme migratore. Questo uccellino si riproduce a latitudini boreali in tutti i continenti dell'emisfero nord e, come tutti i migratori a lungo raggio, compie lunghi viaggi verso i quartieri di svernamento, situati a ridosso dell'equatore. Ma in che continente? Un gruppo di ricercatori internazionali (trovate la ricerca su Biology Letters) ha tracciato le rotte migratorie di 46 individui, grazie all'utilizzo di geolocator, dispositivi che rilevano con precisione la posizione giornaliera dei singoli individui.
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