giovedì, Gennaio 17, 2019
JEKYLL

Terremoto in carcere: ci sono più rischi?

Con un'infografica di Annelore Bezzi JEKYLL - “Io, che a quell’ora dormivo, in un primo momento ho pensato che fosse il mio compagno di stanza che mi muoveva la branda perché magari russavo troppo forte.” Questo è il racconto di un terremotato visto da un'ottica diversa. Antonio Floris, alle 4 del mattino di domenica 20 maggio, si trovava infatti nella sua cella del carcere di Due Palazzi, a Padova. Il racconto prosegue con la descrizione degli attimi concitati e della sensazione di intrappolamento che provavano i detenuti, visto che “vivere...
JEKYLL

Cucchiai e fuorigioco: la scienza agli Europei

di Gianluca Carta ed Enrico Bergianti JEKYLL - In questo torrido inizio d'estate è facile credere che il chiodo fisso di milioni d'italiani siano le tanto sudate ferie, le spiagge dal mare cristallino o le rilassanti passeggiate in montagna. Tutto vero, ma la cosa più probabile è che questo avvenga solo dopo gli Europei di calcio, che in questo momento sono in cima ai pensieri di appassionati sportivi, autentici o occasionali. Quel che a volte sfugge è che, fra i gol di Balotelli, gli assit di Pirlo e le giocate...
SALUTE

Sclerosi multipla e CCSVI, l’importanza della comunicazione

SALUTE - Se una tesi fino a questo momento  dubbia dal punto di vista scientifico ha avuto così tanto successo e presa sul pubblico, un grosso merito è stato certamente della comunicazione, spesso esagerata, messa in atto dai sostenitori della teoria di Zamboni. Il perché la comunicazione abbia giocato un ruolo fondamentale è presto detto: la sclerosi multipla è una malattia complessa, le cause sconosciute e la cura inesistente. E proprio su questi punti si basa il successo mediatico della tesi di Zamboni: La causa: non si parla di linfociti...
SALUTE

Sclerosi multipla e CCSVI: in arrivo le sperimentazioni italiane

SALUTE - Se gli studi scientifici pubblicati finora non sono  riusciti a chiarire l'effettiva correlazione tra sclerosi multipla e CCSVI, né di conseguenza ad affievolire le polemiche sorte, una prova solida potrebbe arrivare da alcune grosse sperimentazioni italiane, ormai prossime alla partenza. In un primo momento avrebbe dovuto esserci un'unica sperimentazione coordinata dall'AISM,  l'associazione nazionale dei malati di sclerosi multipla, che vedeva lo stesso Zamboni prendere parte al comitato scientifico che ha redatto il protocollo sperimentale. Ma così non è avvenuto: il ricercatore ferrarese ha successivamente scelto, in polemica con AISM sulla formazione dei doppleristi,...
SALUTE

Sclerosi multipla e CCSVI, non solo una questione di scienza

SALUTE - È possibile isolare al solo ambito scientifico la vicenda del legame tra CCSVI e sclerosi multipla e restringerla unicamente al continuo botta e risposta su riviste più o meno specializzate? Non proprio, visto che un altro aspetto molto interessante è quello relativo all’organizzazione delle strutture che sostengono l'idea di Zamboni e, più in generale, alla convergenza di interessi che permea l’intera vicenda. A livello organizzativo la struttura di riferimento è la fondazione Hilarescere, tutta dedicata alla ricerca sulla CCSVI, il cui comitato scientifico annovera la presenza, tra gli...
SALUTE

Sclerosi multipla e CCSVI: andiamo a fondo

SALUTE - Esiste una relazione tra la sclerosi multipla e l’ostruzione di alcune vene del collo? Paolo Zamboni è convinto di sì. Ferrarese, angiologo e ricercatore presso l'Università di Ferrara, Zamboni è l’uomo che sta turbando la comunità scientifica per la sua discussa (e discutibile) teoria che lega la sclerosi multipla all’Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale, meglio conosciuta con la sigla CCSVI, una condizione caratterizzata dalla difficoltà delle vene cerebrali e toraciche a far defluire in maniera efficace il sangue dal sistema nervoso centrale. Tutto ha inizio nel 2009, quando il...
SALUTE

Sclerosi multipla e CCSVI, ci sono prove certe?

SALUTE - È il mese di dicembre del 2008, quando Paolo Zamboni pubblica lo studio che annuncia il nesso causale tra CCSVI e sclerosi multipla. Una scoperta simile ce la si aspetterebbe pubblicata sui giornali scientifici più importanti, come Science o Nature. E invece no, ecco la prima incongruenza di una vicenda ricca di anomalie: l'articolo appare su una rivista di nicchia, il Journal of Neurology, Neurosurgery e Psychiatry. I limiti dello studio La prima cosa che si nota leggendo attentamente il lavoro di Zamboni sono i suoi limiti, e...
CRONACALA VOCE DEL MASTER

Sclerosi multipla e batterio MAP: è stato davvero individuato un possibile fattore di rischio?

LA VOCE DEL MASTER - “Ma quindi abbiamo una malattia come le mucche?”. Questa è una delle tante domande che i pazienti affetti da sclerosi multipla rivolgevano a Eleonora Cocco, ricercatrice presso il Centro Sclerosi Multipla dell’Università di Cagliari, all’indomani della pubblicazione sui quotidiani dei risultati di una ricerca nella quale è stata direttamente impegnata. I dubbi erano frutto dei termini sensazionalistici con cui diversi organi di stampa hanno riferito di uno studio, ancora in fase preliminare, riguardante la possibile associazione fra il Mycobacterium avium subspecies paratubercolosis (MAP), un bacillo responsabile della paratubercolosi nei ruminanti, e la sclerosi multipla. Alcuni studi condotti in passato avevano già evidenziato una correlazione tra MAP e due malattie autoimmuni, il diabete di tipo 1 il e morbo di Crohn: il batterio era stato cioè identificato più di frequente nei pazienti colpiti dalle malattie che nei controlli sani. Cocco e colleghi hanno quindi ritenuto opportuno valutare la presenza di questo microrganismo anche nelle persone affette da sclerosi multipla, altra patologia autoimmune
LA VOCE DEL MASTER

Non svegliar l’orso che dorme…

LA VOCE DEL MASTER - Chi dorme non piglia pesci, ma a volte resta in ottima salute. Questo per lo meno è il caso dell'orso bruno americano (Ursus americanus), una specie il cui lungo letargo è stato oggetto di un'indagine da parte di un gruppo di ricercatori dell'University of Alaska Fairbanks. La ricerca, recentemente pubblicata su Science, ha infatti evidenziato come, durante i mesi di letargo e nonostante un brusco calo del metabolismo, i paffuti plantigradi riescano a ridurre la temperatura corporea soltanto di pochi gradi, preservando così perfettamente muscolatura e ossatura. Lo studio di questa particolare relazione fra metabolismo e temperatura potrebbe portare in futuro allo sviluppo di nuovi farmaci per noi umani, applicabili in situazioni in cui si richieda uno stato di ibernazione.
LA VOCE DEL MASTER

Glory, un satellite per lo studio degli aerosol

AMBIENTE - Mancano pochi giorni al lancio di Glory, il nuovo satellite NASA che studierà le caratteristiche degli aerosol in modo da poterne determinare gli effetti a breve e lungo termine . Il 23 febbraio segnerà dunque l’inizio di una fase cruciale nello studio sull’atmosfera terrestre. Lo studio degli aerosol, e in particolar modo la loro relazione col cambiamento climatico e l’effetto serra, è infatti al centro di un aspro dibattito scientifico e politico. Da una parte i sostenitori della geoingegneria, che prevede l'immissione di aerosol e in particolare di solfati in atmosfera per bloccare la radiazione solare , e dall’altra coloro che ricordano le piogge acide e temono gli effetti ambientali della ricaduta dei solfati.